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Creatività,
processo creativo
e tempo

Tre ingredienti fondamentali

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La creatività vista da chi non è del mestiere:
“Mi serve assolutamente entro domani..”
“Riesci entro oggi?”
“Entro ieri, grazie”

Non sbuffare, respira e la risposta che ti consiglio di dare è: “Sì ok, ma non sai cosa ti stai perdendo!”

Sì, perché da un “creativo” oggi ci si aspetta qualcosa di veloce ed immediato, come se la creatività si riducesse ad un’intuizione geniale e improvvisa, senza considerare che un’idea possa essere il frutto di un pensiero articolato che racchiude tutta una serie di ragionamenti e collegamenti mentali.

Si pensa più alla velocità che alla qualità del lavoro finale e appare chiaro che i social network e in primis Facebook hanno avuto il loro peso in questa tendenza. Secondo Graham Wallas alla base del processo creativo c’è proprio il tempo, e la mente percorre tre fasi principali che dettano i tempi per lo sviluppo di un’idea creativa

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Le fasi

Incubazione

Il cervello elabora inconsciamente un’idea, e probabilmente è facilmente identificabile con uno di quei momenti in cui ti ritrovi a guardare nel vuoto senza piena coscienza, in balia di piccoli e repentini pensieri che si accavallano…

“Ho spento il gas?”
“Le chiavi di casa?”
“Uh guarda! Quel cartello ha la forma di un dromedario!”

Illuminazione

Arriva l’idea. Di solito non avviene mai quando sei seduto alla scrivania cercando disperatamente di tirare fuori qualcosa di buono, ma è più probabile che accada sotto la doccia, dal macellaio, in fila alle poste, mentre butti via la spazzatura…

…e poiché ovviamente hai il cellulare scarico, ti ritrovi a cercare disperatamente di appuntarti quell’idea su uno scontrino o su un fazzoletto appallottolato in tasca.

Verifica

Funzionerà quest’idea? Sarà bella come la immagino? Gli altri la percepiranno geniale come appare a me? E qui prende il via la fase di elaborazione e successivamente di confronto con i colleghi

Se l’idea primordiale viene poi universalmente riconosciuta come valida dal team preposto (account, strategic planner, etc) allora viene perfezionata e “vestita” per essere presentata al cliente.

Ovviamente questo processo non sempre si svolge in maniera così lineare, ma potendo scegliere sarebbe auspicabile per arrivare ad un risultato creativo e strategico funzionale.

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Un post per esempio ha una vita brevissima, una “scrollata” troppo veloce con un dito ed è già sparito ammesso che riesca ad essere letto!

Oltre quindi ad una veste grafica accattivante, che serva ad attirare l’attenzione quel secondo in più che permetta all’osservatore di decidere di soffermarsi sul messaggio, varrebbe forse la pena di puntare su un contenuto di qualità che non vanifichi la fatica fatta per guadagnarsi quel micro momento cruciale di attenzione dell’osservatore.

Una fase molto delicata e allo stesso tempo fondamentale nel costruire il rapporto tra cliente e agenzia deve quindi essere quello di sensibilizzare il cliente stesso sugli step di realizzazione dei lavori richiesti, far percepire l’importanza dello sforzo che c’è dietro ad ogni idea creativa ed il tempo che è giusto dedicargli.

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